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Le nuove regole per l’elaborazione del piano dell’offerta formativa

La Legge 107 del 2015 ha tracciato le nuove linee per l’elaborazione del Piano dell’offerta formativa che avrà ormai una durata triennale, ma sarà rivedibile annualmente entro il mese di ottobre di ciascun anno scolastico. L’art.3 del DPR n.275 del 1999 è stato difatti novellato dal comma 14 della legge succitata che ne ha cambiato anche le modalità di elaborazione, affidando un ruolo preminente al dirigente scolastico, chiamato nella nuova previsione normativa, a definire al collegio dei docenti, gli indirizzi per le attività della scuola e per le scelte di gestione e di amministrazione. L’intera progettazione del piano è quindi consegnata nelle mani del collegio, al contrario la sua approvazione avverrà in seno al consiglio di istituto.

Gli atti di indirizzo forniti dal dirigente scolastico costituiscono quindi la base da cui partire per l’ elaborazione del Piano triennale dell’offerta formativa. Una volta preso atto degli orientamenti ed esternata la meta, agli attori ed esecutori del piano non resta che l’individuazione delle parti o sezioni che andranno a formare il profilo del documento.

I contenuti si possono stralciare dalla legge 107 del 2015 non facendo assolutamente tabula rasa del DPR n.275 del 1999 che costituisce ancora oggi un valido supporto a sostegno del sistema scolastico autonomo. Benché la legge 107, al comma 1, intenda dare con la presente “piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n.59” restano ancora salve le disposizioni stabilite nel regolamento dell’autonomia

Nel PTOF andrà inserita una cornice di presentazione delle finalità generali che la scuola ha intenzione di perseguire, traendole direttamente dalla legge 107, ma adeguandole al tempo stesso al contesto sociale e culturale di appartenenza, altrimenti si potrebbe correre il rischio di generare, un piano avulso dalla realtà. La valutazione in atto nella scuole, iniziata con la stesura del RAV e con il Piano di miglioramento che dovrà essere anch’esso parte integrante del PTOF, possono rappresentare piste di azioni per la stesura del documento triennale. Ciò significa che il piano di ogni singola istituzione scolastica potrà trarre le sue finalità generali sia dal comma 1 della legge citata sia dalle risultanze della prima fase di autovalutazione delle scuole eseguita attraverso il RAV.

Così prendendo spunto dal comma 1 della legge 107, ciascuna istituzione scolastica potrà impegnarsi per affermare il ruolo centrale della scuola nella società della conoscenza, innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli studenti, rispettare i tempi e gli stili di apprendimento, contrastare le disuguaglianze socio-culturali e territoriali, recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica, realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione ed innovazione didattica, di partecipazione e di cittadinanza attiva, garantire il diritto allo studio, le pari opportunità di successo formativo e di istruzione permanente dei cittadini.

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